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La chiesa San Basilio sorge sulla piazza della Repubblica accanto al palazzo comunale. Fu costruita al principio del 700 su quella cinquecentesca. E ignoto il nome dell'architetto che si rià o schemi di moda a quel tempo nell'architettura siciliana. Per l'importanza del luogo ha preferito dare un andamento curvilineo alla facciata che è ricca di motivi architettonici ed è divisa in tre piani. Un fascio di colonne e di pilastri affiancano la porta maggiore ed imprime una tensione verso l'alto così rapida da dare l'impressione di volersi elevare verso il cielo.

E’ una delle chiese più antiche del paese ed esisteva già all'inizio del '400. Intorno al 1760, purtroppo, versava in condizioni precarie, per cui fu chiusa al culto per eseguire opere di consolidamento e di ristrutturazione e riaperta nel 1778. La particolarità della chiesa è la sua forma ottagonale. Possiede anche tele di valore sugli altari di marmo pregiato. In questa chiesa la sera del 25 Marzo 1848, durante il panegirico della Madonna, fu scagliata l'oscena bestemmia alla Vergine, fu la scintilla che accese il fuoco della sommossa popolare nella quale furono massacrate, da parte dei filoborbonici 27 persone della fazione liberale.

La chiesa di Santa Maria la Croce sorge in una delle aree più centrali di Regalbuto ai confini del quartiere Saraceno, proprio di fronte alla chiesa di S. Giovanni detta anche di S, Agostino. La facciata è orientata a ponente e si regge su una scalinata costruita nei primi anni del '900 a spese del sagrato. La chiesa è di origine cinquecentesca ma completamente restaurata nel 700. L'impianto è a tre navate a croce latina scandita da dieci pilastri con ricchi capitelli a foglie di acanto che formano archi a tutto sesto (con curvature semicircolari) e ne dividono lo spazio in 3 comparti regolari.

La chiesa sorge nella parte più elevata della città e al centro dell'antico quartiere cristiano di Regalbuto. Catturano subito l'attenzione i cornicioni in pietra tagliata del portone e del balcone che creano un articolato gioco di luce-ombra, alla cui sommità si trova l'alta torre campanaria: quest'ultima è costituita da una ariosa galleria che aveva le pareti interamente rivestite di stucco, un materiale poco caro. All'interno esplodono i temi del barocco. Sorprende il contrasto tra la semplicità dell'architettura della sala con la ricchezza dei suoi decori. La cappella, di forma rettangolare, ha l'ingresso principale in uno dei lati minori. La copertura della navata è a botte; la luce penetra da finestre rettangolari aperte sui lati maggiori della Chiesa. Accanto agli altari, posti sui piedistalli, si trovano le statue della Virtù e del Tempo, in stucco levigato; putti in una variata molteplicità di forme ed atteggiamenti si librano tra le nuvole. Lo stucco ora avorio, ora lucido, divento dorato nel fogliame. nelle cornici e con le gelosie del coro, con le stoffe ricamate, con il pavimento a scomparti marmorei creano, nell'insieme, una elegante ricchezza. La chiesa versa ora in precarie condizioni per i danni meteorologici che ha sofferto. Accanto e collegata alla cappella si trova il convento delle Benedettine.

Costruita nella seconda metà del 1500 nel quartiere fino allora denominato "regione dei Saraceni". Fu rinnovata nel Settecento come tutte le chiese del Paese ricalcandone la tipologia barocche anche se poco resta all'interno dei suoi ricchi arredi, avendo subito, nelle varie epoche, saccheggi e scempi.

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