Mercoledì Feb 08

Lago di Pergusa - Enna

Il Lago di Pergusa, unico lago naturale presente nella Sicilia centrale, posto tra un gruppo di appartenenti ai monti Erei, è stato originato da uno sprofondamento del terreno Il lago di Pergusa è noto per il racconto mitologico del rapimento di Proserpina, figlia di Cerere, da parte di Plutone. Infatti si credeva che fosse una delle porte degli Inferi, forse per il colore rosso che assume alcune volte (come descritto in basso). Plutone meditò il rapimento vedendo la fanciulla passeggiare sulle rive del lago. La storia finisce con Proserpina che diventa sposa di Plutone ma con l'accordo per il quale sarebbe vissuta 6 mesi sulla terra accanto alla madre e sei mesi negli Inferi, accanto allo sposo.
Non avendo né immissari né emissari il suo approvvigionamento idrico è dovuto unicamente al contributo atmosferico, pertanto risente dei lunghi periodi di siccità. Le sue acque azzurre e poco profonde (scendono solo fino a poco più di quattro metri) sono salmastre a causa dell’assenza di emissari. Dal 1995 il Lago di Pergusa e l’ambiente circostante costituiscono una Riserva Naturale Speciale, per la tutela, secondo la motivazione ufficiale, di un ambiente lacustre che ospita una ricchissima varietà di avifauna e rappresenta l’unica zona umida di sosta nel cuore della Sicilia, per gli uccelli migratori.
Tra aprile e maggio e tra ottobre e novembre Pergusa diventa un vero e proprio crocevia di volatili, per la sua posizione geografica e per il fatto di essere un’oasi umida in un paesaggio per lunghi mesi dominate dalla siccità. Pergusa rappresenta l’habitat ideale per gli uccelli che compiono lunghe ore di volo ininterrotto sul mare da e verso l’Africa. Periodicamente il lago, per una sinergia tra alcuni degli organismi microscopici che in esso vivono, fa registrare un fenomeno unico al mondo: le sue acque si tingono di rosso. Protagoniste di questo fenomeno è un piccolo “gambero” che, per difendersi dai raggi del sole estivo, si tinge di pigmento rosso e si insedia in foltissime colonie sotto la piante acquatiche. Il pigmento si trasferisce poi all’acqua e i batteri in essa presenti sino a conferire allo specchio del lago un colore rossastro.
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