S. Maria di Gesù
Chiesa e convento, furono costruiti dal Principe Don Ferdinando Lancellotto Castelli nel 1657. In detta Chiesa, opera di grande valore artistico e di gusto raffinatissimo, è la statua marmorea che rappresenta la titolare della chiesa: S. Maria di Gesù. Un quadro di grandi dimensioni collocato sopra l’altare maggiore, raffigurante la Madonna degli Angeli, che si presenta subito allo sguardo di chi entra in Chiesa imponente per struttura e figurazione di personaggi.
Anche il Crocifisso collocato sopra un altare laterale, il quale sembrerebbe del beato Umile da Petralia o della sua scuola, si presenta armonicamente artistico, maestoso, espressivo e patetico. Anche le quattro statuette in legno, scolpite dallo stesso autore, sebbene piccole, nelle pieghe delle vesti, varie e precise, nell’atteggiamento del corpo, e nella espressione del volto, completano l’opera, in modo perfetto ed esauriente.
Le reliquie di S. Maurizio, sono conservate in una urna di legno lavorata, chiusa e ben custodita, sotto la mensa dell’altare a sinistra di chi entra, mentre nella nicchia si trova pure la statua in legno, comprata da recente, dello stesso santo Maurizio le reliquie sigillate sono state donate il 10 Febbraio 1663 dal Cardinale Caraffa al Vescovo Capoblanca di Siracusa. Il convento fino alla soppressione (1860) fu abitato dai Frati Minori Riformati. Dopo la soppressione vi abitò soltanto un fratello laico, nativo di Cerami, mentre la Chiesa fu eretta a rettoria.
Nel 1930 il detto locale fu abitato, non ceduto, alle Suore Terziarie Francescane di Acireale, le quali dopo un paio di anni andarono via. Nel 1940 vennero ad abitarlo le Suore Sacramentine di Catania. Nel mezzo del chiostro esiste ancora una cisterna di grande capienza, profonda, e quando nel paese c’era penuria d’acqua, cosa che s’è avverata fino a poco tempo fa, i frati del convento, allora, non chiudevano la porta a chi ne chiedeva e secondo i bisogni, certe volte, ne davano anche fino a tarda sera.
Anche il Crocifisso collocato sopra un altare laterale, il quale sembrerebbe del beato Umile da Petralia o della sua scuola, si presenta armonicamente artistico, maestoso, espressivo e patetico. Anche le quattro statuette in legno, scolpite dallo stesso autore, sebbene piccole, nelle pieghe delle vesti, varie e precise, nell’atteggiamento del corpo, e nella espressione del volto, completano l’opera, in modo perfetto ed esauriente.
Le reliquie di S. Maurizio, sono conservate in una urna di legno lavorata, chiusa e ben custodita, sotto la mensa dell’altare a sinistra di chi entra, mentre nella nicchia si trova pure la statua in legno, comprata da recente, dello stesso santo Maurizio le reliquie sigillate sono state donate il 10 Febbraio 1663 dal Cardinale Caraffa al Vescovo Capoblanca di Siracusa. Il convento fino alla soppressione (1860) fu abitato dai Frati Minori Riformati. Dopo la soppressione vi abitò soltanto un fratello laico, nativo di Cerami, mentre la Chiesa fu eretta a rettoria.
Nel 1930 il detto locale fu abitato, non ceduto, alle Suore Terziarie Francescane di Acireale, le quali dopo un paio di anni andarono via. Nel 1940 vennero ad abitarlo le Suore Sacramentine di Catania. Nel mezzo del chiostro esiste ancora una cisterna di grande capienza, profonda, e quando nel paese c’era penuria d’acqua, cosa che s’è avverata fino a poco tempo fa, i frati del convento, allora, non chiudevano la porta a chi ne chiedeva e secondo i bisogni, certe volte, ne davano anche fino a tarda sera.

