Domenica Feb 05

Cenni storici

Centro colonizzato dai Greci, che gli diedero l'attuale nome di Cerami, edificato sulla roccia, i primi insediamenti umani di cui si ha traccia, si fanno risalire al II millennio a.C.; il primo nucleo abitativo si fa risalire in prossimità di contrada Grottette. Ancora oggi, si trovano degli ambienti scavati nella roccia che richiamano le tipiche abitazioni dei Sicani e dei Siculi.
Tra i ritrovamenti: corredi tombali, vasi di tipo a clessidra, auretti insellati, corni fittili, materiali dell'età del 'bronzo siceliota', nonché monete, scoperti dove oggi è il centro storico della città, risalenti al IV-II a.C, oggi sono in parte esposti al museo archeologico di Enna.
Nel corso della prima guerra punica i Romani vi costruirono un borgo, denominato in seguito 'Castrum' e, nell'antica strada interna Messina-Palermo, fu costruito sul fiume un ponte, detto "Vecchio", il quale si dice sia stato attraversato da Cicerone, anche se le forme attuali lo farebbero risalire al tempo medievale.
Alla caduta dell'Impero Romano, seguì un periodo predatorio da parte dei Bizantini. Intorno all'859, con l'avvento degli arabi fiorì l'attività agricola, trasformando in fertili orti e giardini le zone circostanti il centro abitativo. L'arabo Edrisi, scrittore dell'epoca, narra che grazie alle abbondanti acque della zona, furono costruiti un buon numero di mulini per la macinazione delle granaglie. Se durante la denominazione araba si ebbe un periodo di splendore, sotto l'aspetto economico e produttivo, i Normanni, venuti in Sicilia sotto il comando di Roberto il Guiscardo e Ruggero d'Altavilla, fecero di Cerami il centro più famoso e conosciuto in tutto il mondo cristiano. Infatti, Normanni e Musulmani, nell'anno 1063, da anni in guerra, si scontravano proprio nei pressi di Cerami, sulle colline di 'Annunziata' e 'Pizzuta'. I Musulmani dopo questa cocente sconfitta non seppero più riaversi, e i Normanni procedevano alla divisione del territorio siciliano. Della parte spettante a Ruggero, un quarto andò al nipote Sorleone e un altro quarto a Arigosto di Pozzuoli. Era l'inizio di una nuova era cristiana, Papa Alessandro II, a cui il Conte Ruggero aveva inviato alcuni bottini di guerra, nel mostrare al Conte la sua gratitudine inviò come dono un vessillo riproducente l'immagine della Madonna. In seguito chiamato 'Madonna delle vittorie', conservato ancora oggi nella Cattedrale di Piazza Armerina (si ritiene che il vessillo sia stato dipinto da San Luca evangelista). Sorleone pose la sua dimora a Cerami, vi rimase poco, venne barbaramente trucidato, nell'anno 1072, dai Musulmani. Questi mangiarono il cuore di Sorleone affinché in loro fosse infuso il coraggio dell'eroe. Da Sorleone prendono nome la via e la roccia, presso la quale venne trucidato. Con i Normanni iniziava il periodo del feudalesimo, tutto il luogo veniva possesso dalla famiglia Arnoldo. Da quel periodo, come era sorta repentinamente l'economia e l'importanza politica, la storia di Cerami è sotto le varie 'casate' e 'signorie'. Dopo essere stato posseduto da Francesco Ventimiglia, divenne feudo della famiglia Rosso, nel 1331 re Pietro II nominò un membro della famiglia conte di Cerami. Alcuni diplomi attestano, che nel XV secolo, re Giovanni concedeva ai Capitini (cittadini di Capizzi) di pascolare nel territorio ceramese, i rapporti tra i due comuni erano tutt'altro che amichevoli. Un successore dei Rosso, nel 1663, ottenne da Filippo IV il titolo di principe di Cerami e la carica di Gran Gonfaloniere, per aver ricostruito il castello sulla sommità della collina. Verso la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX, diverse famiglie del luogo lottarono contro i privilegi feudali della famiglia Rosso. Riuscirono ad ottenere la facoltà di eleggere gli ufficiali di giustizia e l'eliminazione del "Mero e Misto Imperio" ('mero imperio': applicazione della pena di morte; 'misto imperio': piena giurisdizione civile e penale), la prova era la presenza della forca nel feudo. Nel XIX secolo, fallita la quotizzazione dei feudi, i locali contadini cominciano a intraprendere i viaggi verso nuove terre. Nel 1874 viene fondata la locale 'Società Operaia' nel cui stemma sono riprodotte due mani che fraternamente si stringono. L'avvento del periodo del fascismo fu segnato dalla visita, il 6 maggio 1924, di Mussolini, unica volta nella sua storia di una visita di un capo di governo, per l'inaugurazione del monumento ai caduti della prima guerra mondiale. Nella seconda guerra il territorio di Cerami fu teatro di una grande tragedia: una battaglia militare e dell'occupazione straniera. Il dopoguerra fu una catastrofe per il piccolo centro, la mancanza di lavoro costrinse quasi tutte le giovani leve ad emigrare in America e in Australia. Negli anni cinquanta le ambite mete occupazionali diventano la Francia e la Germania. Oggi si emigra in ogni parte del mondo. "Questo fenomeno ha rappresentato una drastica diminuzione del numero dei residenti e ha stravolto le consuetudini e l'economia locale. Laddove prima c'era una popolazione prevalentemente costituita da contadini analfabeti ed i costumi erano ancorati alla tradizione più retriva, oggi c'è una gran massa di studenti, di tecnici, di professionisti aperti al progresso e che guardano al futuro con giuste ambizioni". L'istituzione del parco è vissuto per i ceramesi, specifica il Sindaco, Salvatore Ragonese, come una prossima occasione di sviluppo. Nel territorio esistono strutture, come le masserie, che ben si prestano al turismo e le tradizionali attività, agricoltura ed allevamenti, che continuano ad essere praticate, potrebbero essere potenziate.
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