Cuddaru d' Crastu - Pietraperzia
La "fortezza" naturale di Cuddaru d' Crastu non può essere semplicemente visitata: va conquistata! Si può prendere di petto e scalarla (per i più coraggiosi) oppure aggirarla attraverso uno stretto quanto impervio sentiero. Una scalinata, ben definita soltanto nella parte finale e per il resto ridotta ad un sentiero sterrato di difficile lettura ed utilizzo, conduce al pianoro della "fortezza".
Si tratta di una torre naturale ricavata dal taglio della roccia viva e disposta su due livelli. Il primo, più basso, ben delineato, è composto da un piano sul quale sono state scavate, sempre nella pietra, tre grosse cisterne. Di una, la prima salendo a sinistra, rimane soltanto la forma ed una parte scavata. La seconda, sempre sul versante nord, si presenta quasi intatta ed ha dato i natali ad un bell'albero di mandorlo che nasce proprio dal fondo e si protende all'esterno. La terza, sul lato sud, è perfettamente conservata e mantiene intatto anche il segno dove veniva posto il coperchio. Vicino ad essa sono leggibili anche le canalette che vi portavano l'acqua.
Dal piano, sul lato nord, si diparte una scala completamente intagliata nella pietra, perfettamente conservata e definita da entrambi i lati. Insieme alla terza cisterna ci sembra un reperto di straordinario interesse e di grande bellezza. Si arriva ad un livello superiore, dove sono visibili ambienti sempre definiti da pietra tagliata e sul fondo un piccolo scavo, che ha fatto ipotizzare ad un modello di nave. Dalle rocce intagliate e rovinate nei dirupi si indovinano altri ambienti.
Per completare la suggestione dei reperti un vasto disco in pietra si protende dal secondo livello proprio sulla scalinata. Elemento naturale oppure opera dell'uomo? Siamo sul versante di uno dei tanti misteri (divano in pietra, la cosiddetta piramide etc) che solo attenti esami e opportune indagini sul territorio potrebbero chiarire. Ai fianchi, in particolare quello meridionale, sono leggibili i resti di alcune tombe del tipo a grotticella con la volta a forno.
Ai piedi della rocca è stato osservato sia materiale litico (frammenti di selce in particolare) che ceramica. La tipologia di quest'ultima sembra riferirsi nella maggior parte dei casi all'orizzonte di Castelluccio (fondo rossastro e sovradipintura in nero a motivi geometrici vari), ma sono stati osservati anche frammenti interamente a fondo rosso, che potrebbero individuare l'orizzonte eneolitico di Malpasso.
Sul primo piano della rocca sono stati, invece, osservati cocci di ceramica siceliota, di sigillata africana ed invetriata medievale.
Tale grande varietà di ceramica fa concludere per una lunga abitazione del sito, che appare motivata dalla sua straordinaria posizione e dalla possibilità di controllo del territorio proprio a ridosso del fiume Imera.
Si tratta di una torre naturale ricavata dal taglio della roccia viva e disposta su due livelli. Il primo, più basso, ben delineato, è composto da un piano sul quale sono state scavate, sempre nella pietra, tre grosse cisterne. Di una, la prima salendo a sinistra, rimane soltanto la forma ed una parte scavata. La seconda, sempre sul versante nord, si presenta quasi intatta ed ha dato i natali ad un bell'albero di mandorlo che nasce proprio dal fondo e si protende all'esterno. La terza, sul lato sud, è perfettamente conservata e mantiene intatto anche il segno dove veniva posto il coperchio. Vicino ad essa sono leggibili anche le canalette che vi portavano l'acqua.
Dal piano, sul lato nord, si diparte una scala completamente intagliata nella pietra, perfettamente conservata e definita da entrambi i lati. Insieme alla terza cisterna ci sembra un reperto di straordinario interesse e di grande bellezza. Si arriva ad un livello superiore, dove sono visibili ambienti sempre definiti da pietra tagliata e sul fondo un piccolo scavo, che ha fatto ipotizzare ad un modello di nave. Dalle rocce intagliate e rovinate nei dirupi si indovinano altri ambienti.
Per completare la suggestione dei reperti un vasto disco in pietra si protende dal secondo livello proprio sulla scalinata. Elemento naturale oppure opera dell'uomo? Siamo sul versante di uno dei tanti misteri (divano in pietra, la cosiddetta piramide etc) che solo attenti esami e opportune indagini sul territorio potrebbero chiarire. Ai fianchi, in particolare quello meridionale, sono leggibili i resti di alcune tombe del tipo a grotticella con la volta a forno.
Ai piedi della rocca è stato osservato sia materiale litico (frammenti di selce in particolare) che ceramica. La tipologia di quest'ultima sembra riferirsi nella maggior parte dei casi all'orizzonte di Castelluccio (fondo rossastro e sovradipintura in nero a motivi geometrici vari), ma sono stati osservati anche frammenti interamente a fondo rosso, che potrebbero individuare l'orizzonte eneolitico di Malpasso.
Sul primo piano della rocca sono stati, invece, osservati cocci di ceramica siceliota, di sigillata africana ed invetriata medievale.
Tale grande varietà di ceramica fa concludere per una lunga abitazione del sito, che appare motivata dalla sua straordinaria posizione e dalla possibilità di controllo del territorio proprio a ridosso del fiume Imera.

