Mercoledì Feb 08

Tombe a grotticella di C.da Tornambè-Fastuchera - Pietraperzia

Siamo in contrada Tornambè - Fastuchera. Sulla parte alta del pendio si trova una vasta zona rocciosa, dove si aprono una serie di tombe del tipo a grotticella con la volta a forno. Esse possono essere senz'altro riferite all'orizzonte del bronzo antico siciliano ed alla sua principale cultura, che prende il nome dalla località di Castelluccio ubicata tra Palazzolo Acreide e Noto (1).
Alla cultura castellucciana sono riferibili anche i numerosi frammenti di ceramica dal tipico fondo giallo/rosso e sovradipintura in nero a motivi geometrici. E' stato notato anche qualche frammento dal fondo monocromo rosso, che potrebbe riferirsi alla cultura dell'eneolitico di Malpasso (2). Altro materiale coroplastico, acromo o monocromo nero, è da riferire senz'altro alla presenza greca in Sicilia.
Inoltre, sparsa nel terreno coltivato, immediatamente sotto l'acrocoro, è stata notata una grande quantità di materiale litico, sia basaltico che quarzarenitico, oltre che vari frammenti di selce e rara ossidiana: per lo più grossi frammenti di macine e macinelli, ma pure frammenti di lame e raschiatoi.
Tutta questa produzione materiale è la chiara testimonianza di una lunga frequentazione del sito in un arco di tempo cha dal rame tardo (Malpasso) si sviluppa fino al periodo ellenistico.
La visita della parte alta consente di cogliere la vastità dell'insediamento, che si sviluppa soprattutto sulla direttrice est-ovest, e la grande quantità di tombe ed anfratti presenti, purtroppo in non buone condizioni di conservazione.
Lo sguardo poi si estende sulla vallata del Salso, arrivando a Caltanissetta, San Cataldo etc.Una posizione che assicurava ottime possibilità di difesa insieme ad un vasto controllo del territorio.
Sulla destra della sommità del sito, sovrastante la proprietà Traina, è ben visibile un grosso muro in pietra a secco che, partendo proprio dalla Fastuchera, si spinge verso est (ci è stato riferito fino a Gibel el Gabib), delimitando due versanti nei quali potrebbero essere identificate la parte orientale e quella occidentale della Sicilia. Un territorio, insomma, di frontiera, nel quale è ipotizzabile l'incontro (lo scontro?) di genti e culture diverse nel corso dei tempi. Solo approfondite ricerche archeologiche potranno, attraverso indagini stratigrafiche, datazioni, rinvenimento di materiale, consentire di scrivere una pagina più precisa sul sito e sul suo sviluppo nel corso dei millenni. Attraverso uno stretto sentiero, che nella parte finale si insinua tra le rocce, si arriva prima ad una grossa massa gessosa dalla caratteristica brillantezza e luminosità e, quindi, a Cuddaru d' Crastu.
Prodotti Tipici siciliani